giovedì 26 febbraio 2009

Il giorno dell'addio



Quando arriva, il fatidico giorno lascia sempre un pò l'amaro in bocca. Ti senti Mary Poppins...sai che il tuo lavoro è finito, che è giunta l'ora di partire. Sapevi che sarebbe arrivato, che non dovevi affezionarti a nessuno e infatti non lo hai fatto. Il percorso da quella che è stata la tua sedia alla porta diventa infinitamente lungo. Risulta pesante salutare tutti quegli sconosciuti che, una volta varcata quella soglia, svaniranno. Sai che a differenza di tante belle, ma soprattutto inutili parole che sono state dette, niente è mai più definitivo di una porta che ti chiudi alle spalle. Ciò nonostante, vai avanti per il corridoio e saluti tutti, disinvolto, non gli darai la soddisfazione...vai dritto e intanto pensi che adesso dovrai rimetterti a scrutare l'orizzonte lavorativo, perdendoti nei meandri dei colloqui. E tutta questa esperienza ti ha portato solo ad aggiungere una riga in più su un curriculum talmente ricco da far paura, soprattutto perchè la sua ricchezza è inversamente proporzionale alla tua!

Ho cambiato più lavori che mutande!

Dedicato a…
…chi come me, ogni mese, si deve reinvantare da capo.
Questo blog si pone l’obiettivo di raccontare con ironia simpatici aneddoti che aiutino a prendere la crisi e la precarietà col sorriso.